Urbians 4School
Diario dell’insegnante

Tu racconti. Il Diario ricorda.

Due minuti a voce, all’uscita da scuola, e la giornata è scritta. Poi la ritrovi quando vuoi: per giorno, per alunno, riletta a fine mese.

Cucito su misura, insieme a chi insegna.

L’abbiamo costruito fianco a fianco con insegnanti come te, un dettaglio alla volta. Con al centro la privacy di tutti: degli alunni, e la tua.

Alla fine delle lezioni, la testa è piena.

Chi ha fatto un passo avanti, chi è rimasto in disparte, una frase sentita di sfuggita in classe. Scriverlo chiede tempo che spesso non c’è, e dopo una settimana i ricordi si confondono.

All’uscita, o quando ti è più comodo Parli. Il Diario scrive.

Racconta com’è andata, come lo diresti a una collega. Uno o due minuti, come viene.

  1. Il Diario mentre registra: 1:40, l’onda della voce e la domanda «Cosa è successo alla ricreazione?».

    Un minuto e mezzo.

    Marco che si alza tre volte durante la verifica, Giulia che aiuta Youssef con le divisioni, Ahmed che per la prima volta chiede di leggere ad alta voce. Mentre parli passa, piano, qualche domanda: puoi anche non rispondere.

  2. «Ho ascoltato.»: tre righe sulla giornata, i nomi degli alunni di oggi e i pallini della settimana.

    Ho ascoltato.

    Pochi secondi dopo, la giornata è scritta. Tre righe la rileggono con i suoi dettagli, e sotto trovi gli alunni che hai nominato. Nessun commento, nessun consiglio.

E poi il tuo orario, se vuoi: quando dici «alla seconda ora», il Diario sa di che cosa parli.

Quello che racconti non si perde.

Lo ritrovi per giorno e per alunno, sempre con le tue parole: la memoria del tuo lavoro, non una scheda da compilare.

Ogni alunno, con le tue parole.

Le frasi che hai detto su ogni alunno, tra virgolette e in ordine di data. Da «sempre molto silenzioso», a settembre, a «ha chiesto di leggere ad alta voce, davanti a tutti». Nessun colore, nessun voto.

La sera prima di un colloquio, è tutto lì.

La scheda di Ahmed: sei frasi da settembre a ottobre, ognuna con la sua data.

Ogni giornata, al suo posto.

Tutti i racconti in ordine di data, ognuno con il suo riassunto. Riaprendone uno ritrovi quello che hai detto, parola per parola. Puoi aggiungere una cosa, o cancellarlo.

Il Diario di ottobre: 18 racconti, divisi per settimana, a voce, scritti o con un solo tocco.

Rilettura Il mese, riletto per te.

Il Diario rilegge tutto quello che hai raccontato e mette in fila quello che trova: chi compare, che cosa è cambiato, che cosa si ripete, i fili rimasti aperti. Ogni osservazione poggia su frasi tue, con la data.

Quello che non hai avuto il tempo di notare.

Il Diario mette vicini i numeri e le tue frasi. Non giudica e non dà consigli: la conclusione la tiri tu.

Cosa è cambiato

Fino al 9 ottobre, in quattro racconti su sei dici che a parlare erano sempre gli stessi. Dal 12, quando hai cominciato i quiz alla LIM, in sette racconti su nove parli di tanti che rispondono e di compagni che si aiutano.

  • «alzano la mano sempre gli stessi tre» 1 ott
  • «ascoltavano in cinque, gli altri guardavano fuori» 5 ott
  • «al quiz hanno risposto anche quelli che di solito non parlano» 12 ott
  • «si spiegavano le risposte tra loro, senza che glielo chiedessi» 15 ott

Non so se c’entra. Te lo segnalo.

La Rilettura di ottobre: 15 racconti, e le barre di chi compare nei racconti.

L’elenco degli alunni? Lo impara da te.

Non hai nessun obbligo di caricare i nominativi dei tuoi alunni uno per uno. I nomi emergono dai racconti, e dopo i primi giorni il Diario ti chiede se sono giusti.

Se vuoi avere l’elenco completo nell’app, puoi caricarlo anche con una foto, senza scrivere i nomi a mano: il Diario nasconde automaticamente tutti i cognomi. E la foto viene eliminata istantaneamente, garantendoti la massima privacy.

Dal nido alle superiori. Al primo avvio scegli la tua scuola, e il Diario usa le parole giuste: bambini o ragazzi, ricreazione o intervallo.

«Finora ho sentito parlare di Anna, Filippo, Marco, Nicolò, Pietro, Viola. Sono giusti? Manca qualcuno?» e il pulsante «Sì, sono loro».

Un diario, non un registro.

Niente voti e niente appello. Non dà consigli e non giudica, né te né gli alunni. E non conta quanto scrivi: se salti un giorno, nessuno te lo fa notare.

La privacy, in automatico.

Dici un cognome, e il Diario lo nasconde all’istante.

La fine di un racconto, parola per parola: «Domani voglio sentire la mamma di Viola C*****, prima dei colloqui.»
Quando rileggi la trascrizione di quello che hai raccontato, l’app Diario nasconde automaticamente il cognome.

Com’è andata oggi?

Il Diario è appena nato, e puoi provarlo da subito. Se qualcosa non ti torna, faccelo sapere: lo miglioriamo insieme a chi lo usa.

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